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  • Londra è la città migliore per fare business - Ma è a Mosca che molte società apriranno una nuova sede

    1 Oct, 2011, Milano

    • Londra si conferma al primo posto assoluto della classifica delle migliori città business in Europa
    • Parigi e Francoforte mantengono la seconda e terza posizione
    • Amsterdam e Berlino entrano tra le prime cinque città nelle quali fare business
    • Milano perde una posizione e Roma sette

    Per il secondo anno consecutivo Mosca conquista il titolo di città più ambita nella quale aprire una nuova sede; dato che emerge dalla ricerca pubblicata dalla società di consulenza immobiliare globale Cushman & Wakefield. Il numero di società che ha dichiarato di voler aprire una nuova sede a Mosca, nell’arco dei prossimi 5 anni, è salito a 57 rispetto alle 47 del 2010.

    Londra, Parigi e Francoforte si confermano in assoluto le prime tre città europee nelle quali fare business.
    Amsterdam ha avuto un punteggio molto alto, continuando la sua ascesa alla classifica, salendo dal 6° al 4° posto. Anche Berlino ha performato bene inserendosi tra le prime cinque, guadagnando due posizioni dalla settima del 2010; parallelamente è aumentato anche il numero di manager che hanno dichiarato l’intenzione di espandere il loro business nella città. 23 aziende, il doppio rispetto al 2010 (12), hanno infatti indicato Berlino come la città in cui aprire una nuova sede.

    Il report “European Cities Monitor”, giunto alla 22° edizione, si basa su interviste fatte agli amministratori delegati o ai decision maker selezionati tra le 501 compagnie più importanti in Europa. Presenta una classifica generale che determina la ‘migliore città in assoluto per il business’ e la ‘migliore città in cui aprire una nuova sede’. Oltre alla classifica generale, 36 città vengono classificate in base a criteri specifici come la qualità della vita, l’accesso ai mercati, la disponibilità e qualità del personale, il costo degli spazi ad uso uffici, le telecomunicazioni e i mezzi di trasporto.

    Milano, rispetto al 2010, perde una posizione e slitta al 12° posto della classifica generale, Roma dal ventottesimo scende al 35° posto. Analizzando le classifiche stilate per singole tematiche si evince che le due città hanno in alcuni casi mantenuto la stessa posizione dell’anno scorso o hanno perso posizioni. Un dato che dovrebbe invitare a riflettere sulle strategie e le politiche che gli amministratori, sia a livello nazionale sia a livello locale, stanno attuando e che evidentemente non stanno aiutando a migliorare la percezione che i dirigenti delle aziende, soprattutto straniere, hanno delle due più importanti città italiane.

    Mosca oltre ad aver confermato la prima posizione come città in cui espandere il business è anche salita significativamente nella classifica delle città con la miglior facilità di accesso ai mercati. Quest’anno si posiziona all’11° posti rispetto al 19° del 2010.

    Tim Millard, amministratore delegato di Cushman & Wakefield in Russia, afferma: “In Europa Mosca si conferma la città più appetibile per la futura espansione delle società e viene considerata importante per la crescita futura delle coporate più del doppio rispetto alla città che si posiziona al secondo posto. Questo è stato determinato dal forte aumento del potere di acquisto dei consumatori, con l’opportunità di fare significativamente leva dall’attuale basso livello di penetrazione del credito al consumo, una forte crescita nelle vendite B2B e un enorme potenziale nelle città regionali, offuscate dalla tradizionale forza di Mosca e San Pietroburgo.”
    “Tutte queste attività sono sostenute da un forte crescita del PIL, dall’alto prezzo dell’petrolio e del gas e da un ottimo livello delle riserve di valuta straniera. Questa crescita nell’attività corporate guiderà il prossimo ciclo di attività immobiliare e darà agli investitori più forti l’opportunità di ottenere ottimi ritorni sia dalla crescita del reddito sia dall’apprezzamento del capitale.

    La Germania nella classifica delle prime 10 conta più città di qualsiasi altra nazione; Francoforte (3°), Berlino (5°) e Monaco (9°).

    Martin Brühl, Managing Partner of Cushman & Wakefield in Germania, commenta: “Una molteplicità di fattori hanno contribuito ad aumentare l’importanza di Berlino nel corso degli ultimi tre anni e all’ottimo risultato nella classifica di quest’anno. Berlino è una città vivace. In Germania le sue infrastrutture culturali non sono seconde a nessuno. Dall’opera al fiorente teatro, dal film festival a musei e gallerie. C’è tutto. Altrettanto è forte il panorama scolastico della città, con le università e i collegi rinnovati.
    La città è anche sostenuta da un mercato residenziale relativamente favorevole per i conduttori, altro fattore di forte attrazione; non solo per l’industria dei media e della creatività, ma in generale per i giovani con un elevato livello di istruzione provenienti da tutto il mondo. Poiché Berlino offre condizioni locative per gli spazi ad uso ufficio molto interessanti e la città si autopromuove come una location per gli affari forte e convincente, gli imprenditori di tutto il mondo sono attratti e continueranno ad essere attratti dal capitale tedesco oggi e nel prossimo futuro.

    la scalatrice più forte della classifica di quest’anno, tra le città migliori in cui fare business, è Bucarest cge risale di 8 posizioni, dalla 35° alla 27°.
    Andrea Birsan, Head of Office Agency, Cushman & Wakefield in Romania, afferma: “Bucarest offre uffici di alto livello, con condizioni economiche molto attraenti. Questi sono fattori importanti per le aziende che devono locare nuovi spazi per aprire il loro business o rilocare le operazioni esistenti. Nell’ultimo periodo le infrastrutture sono state migliorate e ci sono piani per ulteriori sviluppi. Questo porterà, di anno in anno, ad un miglioramento dell’accessibilità dei mercati. La riduzione dei costi, la qualità e la disponibilità di spazi ad uso uffici fanno di Bucarest una città sempre più attrattiva per le compagnie che vi vogliono sviluppare il loro business.”

    Jan Willem Bastijn, Director of Cushman & Wakefield ad Amsterdam, commenta: “Nonostante la situazione economica incerta, le corporate internazionali continuano a percepire Amsterdam come una città che offre una discrete stabilità per espandere il business. Amsterdam è salita di due posizioni, dal 6° a 4° posto, soprattutto grazie alla solidità degli elementi fondamentali che la città ha sempre offerto, così come l’omogeneità del mercato occupazionale, un contesto politico costante e l’orientamento internazionale.”
    “Globalmente, i risultati dimostrano che la distanza tra le prime tre città sta considerevolmente diminuendo. Londra, Parigi e Francoforte hanno sempre occupato le prime tre posizioni da quando la ricerca è stata condotta per la prima volta nel 1990, ma città come Amsterdam e Berlino vengono giudicate oggi tanto interessanti quanto Francoforte.”

    Londra si colloca al primo posto in sei delle 12 categorie principali; facilità di accesso ai mercati, ai clienti e ai consumatori; disponibilità di staff qualificato; collegamenti con mezzi trasporto con altre città e nazioni; qualità delle telecomunicazioni; lingue straniere parlate; sistema di trasporto interno. Ha invece un punteggio basso riguardo il costo del personale e degli spazi ad uso uffici e il tasso di inquinamento.

    James Young, Head of Cushman & Wakefield’s London Group, continua: “Nel corso degli ultimi anni Londra ha mantenuto la sua posizione di principale location europea e hub finanziario, nonostante la crisi economica che stiamo vivendo. Ma la città non può dormire sugli allori.”

    “Il governo, sia centrale sia locale, deve lavorare per assicurare un ambiente attraente per tutti i settori di business. Di particolare importanza il settore bancario finanziario, sottoposto ad una forte pressione politica e di tassazione. La prosperità di Londra dipende dalla capacità di garantire che “la city” mantenga il suo status di centro finanziario numero uno, se non globalmente, almeno in Europa.”

    Gordon Innes, CEO of London & Partners, l’agenzia ufficiale per la promozione di Londra, aggiunge: “i risultati di questo report confermano che Londra rimane la migliore città europea – se non globale – nella quale fare business. Fin dall’inizio del nostro insediamento, nell’Aprile di quest’anno, London & Partners ha continuato ad aprire la strada alle società internazionali intenzionate ad espandersi o a insediarsi nella capitale inglese, e siamo fieri che anche questo report riconosca il nostro impegno nel promuovere Londra come la migliore città al mondo in cui vivere, studiare ed investire. London & Partners si impegna a continuare questo lavoro positivo per garantire che Londra mantenga il suo status di città più importante per gli affari in Europa e migliore hub finanziario.”

    I quattro fattori principali che le compagnie considerano quando decidono di locare o rilocare il loro business sono, in ordine di importanza,: “facilità di accesso ai mercati, clienti e consumatori” (citato dal 60% degli intervistati), “la disponibilità di staff qualificato” (53%), “qualità delle telecomunicazioni” (52%), “connessione con altre città e a livello internazionale” (42%).

    Fergus McCarthy, Senior Consultant dello European Research team, di Cushman & Wakefield, dice: “Con l’incertezza delle previsioni sull’economia globale, il mantenimento del business rimane un obiettivo fondamentale e molte compagnie continueranno a consolidare e ristrutturare le loro operazioni. In ogni caso, sulla base di una migliore redditività aziendale e bilanci più solidi, più e più dirigenti vedono opportunità per far crescere ed espandere le loro organizzazioni.”
    “La facilità di accesso ai mercati, la disponibilità di staff qualificato e la qualità delle telecomunicazioni sono tutti considerati fattori critici nel guidare il processo decisionale. Londra, Parigi e Francoforte continuano a classificarsi come le migliori tre città, anche se Amsterdam sta lentamente riducendo la distanza dalle prime tre.”

    Gli intervistati hanno indicato “nuove opportunità dai mercati emergenti per prodotti e servizi” come la criticità che maggiormente impatterà sul business nel corso dei prossimi 5 anni (31%). I “cambiamenti demografici e della forza lavoro” sono al secondo posto (16%), mentre i “cambiamenti tecnologici” occupano la terza posizione (15%).

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